AUTENTICA DI FELSINA si fonda sul ritrovamento delle formule originali degli storici profumi, allora denominati dal suo ideatore “acqua di felsina bianca” ed “acqua di felsina rossa”, da parte degli eredi di Livio Grandi, ultimo realizzatore delle fragranze nate nell’Ottocento nella città di Bologna, detta anticamente Félsina. “Autentica di Felsina” esprime la sincera intenzione da parte dei fautori del marchio di riportare queste creazioni al loro originario prestigio.

Era il 21 maggio 1827 quando Pietro Bortolotti presentò alla Commissione Sanità la sua storica invenzione, la ricetta denominata “acqua di felsina”, ottenendo il permesso per venderla nella propria profumeria sotto il portico del Pavaglione. Oltre a un “gratissimo profumo”, la fragranza aveva innumerevoli proprietà benefiche e il suo successo gli permise di avviare una fiorente attività. L’essenza, nella variante Rossa e Bianca, fu pluripremiata alle esposizioni di tutta Europa, conquistò anche l’America e si guadagnò un posto di tutto rispetto nella storia della profumeria italiana. Era amata da personalità come Guglielmo Marconi e del suo largo impiego ci hanno lasciato testimonianza scrittori come Alfredo Testoni, Mario Praz e Italo Calvino che ne parlano nelle loro opere. Ma la storica fragranza denominata “acqua di felsina” era soprattutto il profumo di Bologna.

Il futuro realizzatore della fragranza conosciuta come “acqua di felsina” aveva trent’anni ed era reduce dalla guerra. La sua terribile esperienza del fronte e l’agonia del lungo viaggio di ritorno a piedi dalla Russia potevano essere riscattati solo dal contatto con la vitalità e la bellezza del profumo. Accettò quindi la sfida e imparò a preparare artigianalmente, come si faceva allora, le due varianti dell’essenza, quella bianca e quella rossa, diventando erede e custode del segreto delle due fragranze.

Il lancio del profumo l’Autentica di Felsina Bianca avviene a maggio 2017, nel nono centenario della fondazione di Bologna e a 190 anni esatti dal giorno in cui Pietro Bortolotti presentò per la prima volta “l’invenzione che profumò il mondo”.

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